Festeggiamo oggi 05 novembre 2026, Santa Vittoria
Vergine, venerata a Piacenza
Festa: 5 novembre
E' una vergine venerata nella tradizione religiosa di Piacenza, la cui memoria ricorre il 5 novembre. La sua figura è legata alla basilica di San Savino, dove si conservano resti venerati con il suo nome, e alla memoria delle prime comunità monastiche cittadine. Secondo la tradizione sarebbe stata sorella del vescovo Savino e badessa del monastero di San Michele, ma entrambe le attribuzioni sono prive di dimostrazione documentaria. Le notizie biografiche risultano assai limitate, mentre la storia del culto offre testimonianze più concrete, soprattutto attraverso le tradizioni relative alle reliquie, la memoria delle traslazioni medievali e le opere artistiche che ne perpetuano l'immagine. È importante distinguerla da un'altra santa Vittoria venerata a Piacenza, le cui reliquie sono associate a Santa Maria di Campagna. La sua commemorazione, un tempo fissata al 23 dicembre, è oggi riportata al 5 novembre insieme alla memoria di sant'Eusebio.
Emblema: Raffigurazione sul sarcofago delle reliquie, dipinto di Luigi Morgari del 1914 nella chiesa di San Pietro a Piacenza.
Etimologia: Dal latino Victoria, 'vittoria', collegato alla personificazione romana della vittoria.
VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 15,1-10
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
LE PAROLE DEI PAPI
Il Vangelo di oggi (…) inizia con alcuni che criticano Gesù, vedendolo in compagnia di pubblicani e peccatori, e dicono con sdegno: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro» (v. 2). Questa frase si rivela in realtà come un annuncio meraviglioso. Gesù accoglie i peccatori e mangia con loro. È quello che accade a noi, in ogni Messa, in ogni chiesa: Gesù è contento di accoglierci alla sua mensa, dove offre sé stesso per noi. È la frase che potremmo scrivere sulle porte delle nostre chiese: “Qui Gesù accoglie i peccatori e li invita alla sua mensa”. E il Signore, rispondendo a quelli che lo criticavano (…), dice: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta?» (v. 4) Chi di voi? Una persona di buon senso no: fa due calcoli e ne sacrifica una per mantenere le novantanove. Dio invece non si rassegna, a Lui stai a cuore proprio tu che ancora non conosci la bellezza del suo amore, tu che non hai ancora accolto Gesù al centro della tua vita, tu che non riesci a superare il tuo peccato, tu che forse per le cose brutte che sono accadute nella tua vita non credi nell’amore. Nella seconda parabola, tu sei quella piccola moneta che il Signore non si rassegna a perdere e cerca senza sosta: vuole dirti che sei prezioso ai suoi occhi, che sei unico. Nessuno ti può sostituire nel cuore di Dio. Tu hai un posto, sei tu, e nessuno può sostituirti; e anch’io, nessuno può sostituirmi nel cuore di Dio. (Papa Francesco, Angelus, 15 settembre 2019)
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