Festeggiamo oggi 04 novembre 2026, San Carlo Borromeo
Vescovo
Festa: 4 novembre — Memoria
Nascita-morte: Arona, Novara, 1538 - Milano, 3 novembre 1584
Fu uno dei protagonisti della riforma cattolica del XVI secolo e una figura decisiva per l'applicazione del Concilio di Trento. Nato ad Arona nel 1538, entrò giovanissimo nella carriera ecclesiastica e, grazie anche al legame familiare con papa Pio IV, assunse responsabilità di primo piano nella Curia romana. Ordinato sacerdote e consacrato vescovo nel 1563, scelse poi di risiedere stabilmente a Milano, dove promosse una trasformazione capillare delle istituzioni ecclesiastiche, della formazione sacerdotale e della cura pastorale. Istituì seminari, convocò concili provinciali e sinodi, visitò un territorio vastissimo e si impegnò nel rinnovamento della catechesi. La sua azione, segnata anche da conflitti con autorità civili e comunità religiose, divenne particolarmente nota durante la peste del 1576-1577, quando organizzò soccorsi e assistenza. Morì a Milano il 3 novembre 1584 e fu canonizzato da Paolo V nel 1610. La memoria liturgica ricorre il 4 novembre.
Martirologio Romano
Memoria di san Carlo Borromeo, vescovo, che, fatto cardinale da suo zio il papa Pio IV ed eletto vescovo di Milano, fu in questa sede vero pastore attento alle necessità della Chiesa del suo tempo: indisse sinodi e istituì seminari per provvedere alla formazione del clero, visitò più volte tutto il suo gregge per incoraggiare la crescita della vita cristiana ed emanò molti decreti in ordine alla salvezza delle anime. Passò alla patria celeste il giorno precedente a questo.
(3 novembre: A Milano, anniversario della morte di san Carlo Borromeo, vescovo, la cui memoria si celebra domani).
VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,25-33
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
LE PAROLE DEI PAPI
Gesù, nel Vangelo, ci parla di un progetto a cui aderire fino in fondo. Dice: «Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo» (Lc 14,27); e ancora: «Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo» (v. 33). Ci chiama, cioè, a buttarci senza esitazioni nell’avventura che Lui ci propone, con l’intelligenza e la forza che vengono dal suo Spirito e che possiamo accogliere nella misura in cui ci spogliamo di noi stessi, delle cose e delle idee a cui siamo attaccati, per metterci in ascolto della sua parola.
Tanti giovani, nel corso dei secoli, hanno dovuto affrontare questo bivio nella vita. Pensiamo a San Francesco d’Assisi (…). E quanti altri santi e sante potremmo ricordare! A volte noi li raffiguriamo come grandi personaggi, dimenticando che per loro tutto è cominciato quando, ancora giovani, hanno risposto “sì” a Dio e si sono donati a Lui pienamente, senza tenere nulla per sé. Sant’Agostino racconta, in proposito, che, nel «nodo tortuoso e aggrovigliato» della sua vita, una voce, nel profondo, gli diceva: «Voglio te». [Confessiones, II, 10, 18] E così Dio gli ha dato una nuova direzione, una nuova strada, una nuova logica, in cui nulla della sua esistenza è andato perduto. (Papa Leone XIV, Omelia, 7 settembre 2025)
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